{"id":54,"date":"2015-06-08T11:50:31","date_gmt":"2015-06-08T09:50:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bandalmenno.it\/WP\/?page_id=54"},"modified":"2025-04-10T11:43:56","modified_gmt":"2025-04-10T09:43:56","slug":"gli-inizi-contrastati","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.bandalmenno.it\/WP\/?page_id=54","title":{"rendered":"Gli Inizi Contrastati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Erano momenti difficili. Per coltivare l\u2019arte musicale, infatti, ci si doveva riunire per costituire un complesso e per fare le prove; ma le leggi asburgiche proibivano ogni tipo di associazione, perch\u00e9 temevano che nelle adunanze private si diffondessero idee rivoluzionarie. Nonostante queste difficolt\u00e0, si deve pensare che la passione per la musica continuasse a serpeggiare fra gli Almennesi e che fosse favorita dalle autorit\u00e0 austriache locali, che, seguendo le tradizioni del paese d\u2019origine, miravano a far nascere anche nelle aree di conquista, dei gruppi di musicanti, riuniti in fanfare, la cui funzione era quella di rallegrare le feste civili o particolari circostanze in cui privati cittadini richiedevano della musica. Intervenivano certamente anche alle feste religiose, ma al di fuori delle funzioni sacre. In base a tale interpretazione diventa plausibile che la Banda di Almenno fosse gi\u00e0 nata nel 1845, come \u00e8 stato tramandato dalla testimonianza orale di anziani musicanti, anche se per ora non si sono ancora <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img alignright\" src=\"http:\/\/www.bandalmenno.it\/images\/trofeo7.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" align=\"right\">ritrovati documenti di conferma. Non sembra invece vera \u201cla tradizione orale\u201d, la quale sostiene \u201cche in una memorabile giornata del 1848 la Banda accolse trionfalmente in paese Giuseppe Garibaldi\u201d, perch\u00e9 si sa che il generale venne ad Almenno solo nel 1859 e vi pernott\u00f2 la notte fra il 7 e l\u20198 giugno.<br \/>\nSolo in un secondo momento la Banda, istituzione profana, cominci\u00f2 a prestare servizio anche per solennizzare le funzioni religiose. Questo suscit\u00f2 reazioni contrastanti fra chi era entusiasta della novit\u00e0 e chi temeva la profanazione. Ad Almenno le polemiche furono aspre e contrapposero il prevosto Giuseppe Baizini (1828-1873) da una parte, il Regio Commissario Distrettuale e il \u201ccapo della banda\u201d Stefano Ronzoni dall\u2019altra. Ne nacque una vertenza, della quale si conserva la documentazione nell\u2019Archivio Parrocchiale di Almenno S. Salvatore. In essa si colgono le seguenti notizie:<br \/>\n&#8211; La Banda suon\u00f2 alla processione svoltasi nel 1851 alla Madonna del Castello, in occasione della festa dell\u2019Apparizione che ricorre il 26 aprile;<br \/>\n&#8211; Negli anni 1852 e 1853 prest\u00f2 servizio nelle feste del Corpus Domini, del S. Rosario, del Natalizio dell\u2019Imperatore nella parrocchiale di San Salvatore, dell\u2019Apparizione alla Madonna de Castello;<br \/>\n&#8211; In occasione delle celebrazioni per il giorno natale del sovrano d\u2019Austria, per volont\u00e0 del Regio Commissario Distrettuale, fu perfino introdotta in chiesa \u201ca suonare nel tempo della Messa l\u2019Inno nazionale fra la Messa e il Te Deum\u201d;<br \/>\n&#8211; Il prevosto Baizini, facendo appello anche al vescovo mons. Luigi Speranza, in nome del decoro delle funzioni cerc\u00f2 ripetutamente di estromettere la Banda, ma l\u2019entusiasmo popolare era tale che alla fine dovette piegarsi, non senza per\u00f2 aver imposto alcune condizioni, come quella che gli fosse richiesto il permesso di volta in volta, che si eseguissero \u201csuonate brevissime\u201d de terminarsi ad un cenno del parroco e che alle processioni fosse presente la Forza Pubblica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Erano momenti difficili. 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